Teatro di Novafeltria


Prima parte
La Fondazione
di Raffaello Baldini
con Pier Paolo Paolizzi
durata 55 minuti

Quando nell’aprile 2004 al Teatro del Mare di Riccione, Raffaello a sorpresa lesse “La Fondazione”, appena finita di scrivere, l’emozione fu quella di essere davanti a un dipinto, ad una specie di polittico che riassumeva tutta la sua esperienza poetica. Il quadro che si aveva davanti agli occhi richiamava gli incontri, le letture, gli sguardi di tanti anni; ritrovarseli tutti insieme donava loro una nuova profondità fatta di sfumature emerse in modo ancora più forte nella relazione interna. Una “pitéura” insomma, fatta di ironia, dolcezza, malinconia, arguzia, tenerezza, drammaticità, secchezza, qualità capaci di rendere i suoi testi così universali.


Seconda parte
E Viàz (Il Viaggio)
di Tonino Guerra
con Nicoletta Fabbri
durata 30 minuti

In dieci canti, scritti nel dolce e insieme aspro dialetto romagnolo, si dipana il racconto del viaggio di nozze a lungo atteso di una coppia di anziani che abita nel cuore della Valle del Marecchia. Rico e la Zaira non hanno mai visto il mare, che sta a trenta chilometri appena, e a più di ottant’anni partono a piedi da Petrella Guidi per cercarlo. Lo sguardo lungo il cammino si posa sulle cose del passato che non hanno più casa al giorno d’oggi. Viaggiano attraverso il tempo, fino a ritrovarsi dentro un abbraccio nell’incanto di un mare di nebbia, capace di illuderli che quella strada non abbia fine.



con Pier Paolo Paolizzi e Nicoletta Fabbri

Benvenuti in Romagna

Novafeltria
venerdì 28 aprile 2017

Teatro di Poggio Torriana

“Un topo… due topi… tre topi, son troppi, son tanti… Arrivano a branchi. Si son dati convegno nel regno di Hamelin…”. C’è un patto segreto tra il Signore dei topi e il Re della città di Hamelin. I topi sono ingordi di cibo e il Re di monete d’oro. Per questo è avvenuta la grande e terribile invasione… La tranquilla città di Hamelin è governata da gente avida e corrotta, pronta a sacrificare la città per arricchirsi. I topi son dappertutto: nei letti e sui soffitti, nei cassetti e sui piatti; il cuoco li trova in cima alla torta, le lavandaie in mezzo al bucato. La città cade in rovina… la peste dilaga…. La figlia del Re, ignara di tutto, supplica il padre di trovare una soluzione. Si affiggono bandi e giungono, come in una fiera, Imbonitori, Inventori, Ammazzaratti… ma tutto è inutile. Solo il suono del flauto fatato può riportare la speranza su Hamelin. Ma il magico Pifferaio, per catturare l’enorme Capo dei topi, ha bisogno dell’aiuto dei bambini. Sette di loro, come le sette note del suo flauto, potranno finalmente liberare la città per sempre. E, alla fine, nella gabbia da circo, resterà l’esemplare più raro di tutta la razza topesca che i tre attori girovaghi condurranno sulle piazze, narrando ogni volta, al suono della fisarmonica, l’antica e affascinante leggenda del Pifferaio di Hamelin. Non solo una fiaba, dunque, ma un gioco di rime, di musica e di teatro che coinvolge gli spettatori come avveniva un tempo su tutte le piazze dove la realtà si mescolava alla fantasia. Uno spettacolo magico e divertente che conduce il pubblico dei bambini ad una riflessione profonda sull’importanza dell’onestà di chi governa un paese. Gli attori, accompagnati in scena da musiche eseguite dal vivo, danno vita ad innumerevoli personaggi in una scenografia che, come una scatola magica, si trasforma, dando vita a suggestive ambientazioni e continue sorprese.

con con Mariolina Coppola, Maurizio Casali, James Foschi

Un topo… due topi… tre topo, un treno per Hamelin

Poggio Torriana
venerdì 23 giugno 2017

Teatro di Verucchio

Liberamente ispirato da
Orlando furioso di Ludovico Ariosto raccontato da Italo Calvino
Narrazione con musica dal vivo di "KINO" e Circoteatro.
Regia di Giovanni Ferma e Daniele Dainelli
Con Marina Signorini e Patrizia Signorini
Irina Dainelli – Tessuto Aereo e Acrobatica
Elias Moroncelli – Tessuto Aereo e Acrobatica
Valentina Giglio – Fusion Dance
Marco Capelli – Program, Synt, Drum Machine
Letture – Daniele Dainelli/Giovanni Ferma
Audio e Luci – Anrea Bracconi e Luca Baldacci

L’Orlando Furioso è un’immensa partita di scacchi che si gioca sulla carta geografica del mondo, una partita smisurata, che si dirama in tante partite simultanee. La carta del mondo è ben più vasta d’una scacchiera, ma su di essa le mosse d’ogni personaggio si susseguono secondo regole fisse come per i pezzi degli scacchi. (Italo Calvino)

Ariosto ragiona sulla natura della narrazione umana, che descrive il mondo reale e gli uomini con gli strumenti dell’invenzione (e quindi, in una certa misura, dell’illusione). Da questo desiderio di raccontare, di narrare, di illudere è partita la nostra ricerca: le due attrici (Marina e Patrizia) si muovono sul palcoscenico cercando ogni spunto per raccontare le epiche gesta degli eroi, sovvertendo l'ordine epico legato alle leggendarie figure maschili. Ma tutto non è stato forse messo in discussione da una donna? La guerra tra cristiani e musulmani (ancora di tremenda attualità ai giorni nostri) non è forse andata in stallo perché Orlando (personaggio allo stesso tempo centrale e distante) è uscito di senno a causa della bella Angelica? Ed è proprio dal punto di vista femminile che si districa e si inerpica il nostro spettacolo seguendo il filo degli intrecci amorosi della bellissima quanto sfuggente Angelica con i guerrieri sia saraceni che cristiani. Maschile resta invece la voce che declama le ottavine dell'Ariosto (Daniele e Giovanni). Colonna sonora che va a sottolineare, ad accompagnare a volte a sovrastare ma sempre ad esaltare la narrazione è la musica elettronica, (Marco KINO) la musica epica dei giorni nostri che si sposa con le evoluzioni aeree dei due acrobati (Irina ed Elias) e con la sinuosa Fusion Dance di Valentina.

Orlando Furioso 5.0

Verucchio
sabato 29 aprile 2017